Nel cuore dell’attuale crisi educativa, dove i giovani sembrano smarriti tra frammenti di sapere e modelli esistenziali evanescenti, il libro La pedagogia di Dio nella Bibbia di Jean Cantinat (1964) si rivela sorprendentemente attuale. Non è solo un testo teologico, ma una proposta formativa radicale: riscoprire la Bibbia come Testo formativo, capace di offrire un orizzonte di senso entro cui decifrare la complessità del reale.
Cantinat ci mostra un Dio che educa non con imposizioni, ma con pazienza, rispetto e amore. La Scrittura diventa così il racconto di un cammino educativo, dove l’uomo è accompagnato nella sua crescita, non per essere addomesticato, ma per essere reso libero. In un tempo in cui l’educazione rischia di ridursi a trasmissione di competenze, questo libro ci ricorda che educare è generare senso, è aiutare l’altro a leggere la propria vita dentro una trama più ampia, significativa, relazionale.
La Bibbia, in questa prospettiva, non è solo un testo sacro, ma un laboratorio antropologico. Le sue pagine raccontano di uomini e donne in ricerca, di errori, di alleanze, di vocazioni. È un testo che forma, che plasma, che interpella. Cantinat lo dice con forza: “Dio non si impone, si propone. Egli parla al cuore, attende la risposta libera dell’uomo.” Questa pedagogia è profondamente umana, perché fondata sulla libertà e sull’amore.
L’immagine dell’aquila che veglia sul suo nido, tratta da Deuteronomio 32, è emblematica: “Come un’aquila che veglia sul suo nido, svolazza sopra i suoi piccoli, così il Signore ha guidato il suo popolo.” L’aquila non costringe i suoi piccoli a volare, ma li incoraggia, li sostiene, li protegge. Così Dio educa: con forza e tenerezza, con fermezza e compassione. È una pedagogia che non teme il deserto, anzi lo abita: “La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2,16). Il deserto diventa spazio educativo, luogo di verità, di incontro, di rivelazione.
Per l’educatore di oggi – che sia insegnante, catechista, genitore o formatore – questo libro è una risorsa preziosa. Non offre metodi, ma visione. Non propone tecniche, ma una spiritualità dell’educazione. In un mondo che ha bisogno di adulti capaci di testimoniare senso, La pedagogia di Dio nella Bibbia ci invita a tornare alle radici, a riscoprire l’educazione come atto generativo, come arte del prendersi cura, come spazio di libertà.
In fondo, come scrive Cantinat, “la vera educazione è quella che conduce alla libertà dell’amore.” E oggi, più che mai, i giovani hanno bisogno di questo: di adulti che sappiano parlare al cuore, che sappiano offrire un orizzonte, che sappiano mostrare – con la vita – che il reale può essere abitato con fiducia, perché ha un senso.
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