venerdì 29 agosto 2025

La voce nel deserto: Giovanni e il richiamo all’autenticità di Giuseppe Lubrino


La Chiesa celebra il martirio di San Giovanni Battista, figura eminente del Nuovo Testamento, spesso definito come l’anello di congiunzione tra l’Antica e la Nuova Alleanza. Il Battista è un “uomo di Dio”, un profeta ardente, infiammato dall’amore divino.
A lui è affidato un compito arduo e delicato: preparare il popolo di Israele ad accogliere e riconoscere il Messia. La sua missione è una sfida educativa: denunciare il male in tutte le sue forme e indicare il vero bene. Giovanni prende sul serio la propria vocazione e svolge la sua opera missionaria ed educativa adottando lo stile delle invettive, tipico dei profeti dell’Antico Testamento.
Non teme di perdere la vita pur di annunciare la verità sul Matrimonio, inteso biblicamente come monogamico e indissolubile. Denuncia l’infedeltà di Erode, il quale intrattiene una relazione extraconiugale con la moglie del fratello, nonostante Filippo fosse ancora in vita. Di fronte a questa infedeltà palese e nota a tutti, Giovanni prende posizione e dice al re le cose come stanno. Questo atto di coraggio gli costerà la vita, ma egli sa che la sua esistenza non termina con la morte terrena.
Il Battista pone la verità e la giustizia al di sopra della vita stessa. Promuove la fedeltà e indica nella Parola di Dio la strada maestra per raggiungere la felicità autentica. Il suo sacrificio è un monito e una testimonianza anche per il tempo presente: quale valore diamo oggi alla fedeltà? Chi è disposto a difendere la verità e la giustizia a ogni costo?
Giovanni aveva compreso che l’esistenza terrena è nulla rispetto all’eternità. Grazie alla preghiera e alla Parola di Dio, aveva acquisito la consapevolezza che la vita umana sulla terra è una palestra, nella quale ci si allena per prepararsi alla vita vera in Dio. Giovanni il Battista, con la forza della sua testimonianza, richiama il mondo all’essenziale e invita a liberarsi del superfluo. Ci interroga: Cosa conta davvero nella vita?
Una frase dell’attore Sylvester Stallone sembra cogliere il senso profondo di questo richiamo: “Vivere per niente o morire per qualcosa?”
Il Vangelo è amore, ma anche segno di opposizione al male. Non con la violenza, ma attraverso il dialogo pacifico e la verità che trasforma. Per contrastare il male, occorre destrutturarlo: smascherarne le logiche, scioglierne le radici. E questo è possibile solo lasciandosi prima plasmare e formare da Dio. Solo così potremo, a nostra volta, essere strumenti di formazione e trasformazione per gli altri. In un mondo che spesso confonde il bene con l’utile, la figura del Battista ci richiama con forza alla verità, alla giustizia e alla sobrietà come scelte radicali e necessarie. La sua lotta contro il male e il suo invito alla conversione non sono gesti isolati, ma un appello eterno alla coscienza di ciascuno. È un esempio che ci sprona a vivere con coerenza, anche quando costa. Come disse Dietrich Bonhoeffer: “La verità è la forza che rompe ogni incantesimo.”

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