venerdì 29 agosto 2025

La pedagogia di Dio nella Bibbia: un orizzonte di senso per l’educazione contemporanea di Giuseppe Lubrino

 


Nel cuore dell’attuale crisi educativa, dove i giovani sembrano smarriti tra frammenti di sapere e modelli esistenziali evanescenti, il libro La pedagogia di Dio nella Bibbia di Jean Cantinat (1964) si rivela sorprendentemente attuale. Non è solo un testo teologico, ma una proposta formativa radicale: riscoprire la Bibbia come Testo formativo, capace di offrire un orizzonte di senso entro cui decifrare la complessità del reale.

Cantinat ci mostra un Dio che educa non con imposizioni, ma con pazienza, rispetto e amore. La Scrittura diventa così il racconto di un cammino educativo, dove l’uomo è accompagnato nella sua crescita, non per essere addomesticato, ma per essere reso libero. In un tempo in cui l’educazione rischia di ridursi a trasmissione di competenze, questo libro ci ricorda che educare è generare senso, è aiutare l’altro a leggere la propria vita dentro una trama più ampia, significativa, relazionale.

La Bibbia, in questa prospettiva, non è solo un testo sacro, ma un laboratorio antropologico. Le sue pagine raccontano di uomini e donne in ricerca, di errori, di alleanze, di vocazioni. È un testo che forma, che plasma, che interpella. Cantinat lo dice con forza: “Dio non si impone, si propone. Egli parla al cuore, attende la risposta libera dell’uomo.” Questa pedagogia è profondamente umana, perché fondata sulla libertà e sull’amore.

L’immagine dell’aquila che veglia sul suo nido, tratta da Deuteronomio 32, è emblematica: “Come un’aquila che veglia sul suo nido, svolazza sopra i suoi piccoli, così il Signore ha guidato il suo popolo.” L’aquila non costringe i suoi piccoli a volare, ma li incoraggia, li sostiene, li protegge. Così Dio educa: con forza e tenerezza, con fermezza e compassione. È una pedagogia che non teme il deserto, anzi lo abita: “La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2,16). Il deserto diventa spazio educativo, luogo di verità, di incontro, di rivelazione.

Per l’educatore di oggi – che sia insegnante, catechista, genitore o formatore – questo libro è una risorsa preziosa. Non offre metodi, ma visione. Non propone tecniche, ma una spiritualità dell’educazione. In un mondo che ha bisogno di adulti capaci di testimoniare senso, La pedagogia di Dio nella Bibbia ci invita a tornare alle radici, a riscoprire l’educazione come atto generativo, come arte del prendersi cura, come spazio di libertà.

In fondo, come scrive Cantinat, “la vera educazione è quella che conduce alla libertà dell’amore.” E oggi, più che mai, i giovani hanno bisogno di questo: di adulti che sappiano parlare al cuore, che sappiano offrire un orizzonte, che sappiano mostrare – con la vita – che il reale può essere abitato con fiducia, perché ha un senso.


Cristo, Forma dell’Uomo: Paideia e Grazia nel pensiero educativo di Joseph Ratzinger di Giuseppe Lubrino



Cristo, Forma dell’Uomo:
Paideia e Grazia nel pensiero educativo di Joseph Ratzinger

di Giuseppe Lubrino

Introduzione: l’educazione come vocazione teologica

Nel pensiero di Joseph Ratzinger, l’educazione è un atto eminentemente teologico. Non si tratta di trasmettere semplici contenuti, ma di introdurre alla verità, alla libertà e alla bellezza della vita. La Bibbia, in questo orizzonte, non è solo un testo sacro, ma la fonte primaria della formazione dell’uomo: una Paideia che incide, plasma, trasforma.

“La fede cristiana è più che una dottrina: è un incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e una direzione decisiva.” (Introduzione al cristianesimo, 1968)

Cristo al centro: la Paideia cristiana come piena umanizzazione

Il pensiero pedagogico di Ratzinger è essenzialmente cristocentrico. Cristo non è solo il contenuto dell’educazione cristiana, ma il suo principio formativo, il suo metodo e il suo fine. L’intero processo educativo è un cammino di conformazione a Cristo, che realizza la piena umanizzazione dell’uomo attraverso la grazia.

“La vera educazione consiste nell’introdurre l’uomo alla totalità della verità, e questa verità è Cristo stesso.” (Introduzione al cristianesimo, 1968)

Educare, dunque, significa condurre l’uomo alla sua verità più profonda, che è Cristo. La Paideia cristiana non è una sovrastruttura morale, ma una trasformazione ontologica: l’uomo diventa se stesso nella misura in cui si lascia formare da Cristo.

La Bibbia: Parola che forma

La Sacra Scrittura è il primo strumento educativo. Non è solo un testo da studiare, ma una Parola viva che interpella, plasma, converte.

“La Scrittura è il luogo in cui Dio parla all’uomo e lo forma secondo la sua immagine.” (Gesù di Nazaret, 2007)

La lettura orante della Bibbia diventa così un atto pedagogico: il discepolo si lascia istruire da Dio, entra nella logica dell’Alleanza, apprende la grammatica della fede.

Il sicomoro di Amos: educare attraverso la profezia

Nel passo di Amos (Am 7,14), il profeta si definisce “mandriano e coltivatore di sicomori”. Ratzinger ha spesso evocato questa immagine per sottolineare la concretezza e l’umiltà dell’educazione profetica. Il sicomoro, che richiede incisioni per maturare il frutto, diventa metafora della formazione cristiana: non una sovrapposizione di nozioni, ma un’incisione dell’anima.

“Educare significa incidere nel cuore dell’uomo la forma della verità, affinché possa maturare nella libertà.”

La liturgia: scuola di umanità e di Dio

La liturgia è il cuore pulsante della formazione cristiana. È il luogo in cui l’uomo viene educato alla bellezza, alla verità e alla comunione.

“La liturgia è educazione alla vita nuova, è la forma della vita cristiana.” (La teologia della liturgia, 2001)

Celebrando il mistero pasquale, il credente viene immerso nella logica dell’amore che si dona. La liturgia non è solo culto, ma pedagogia: insegna a vivere secondo Cristo, a pensare con la Chiesa, a desiderare il Regno.

I sacramenti: tappe di una formazione spirituale

Ogni sacramento è un atto educativo, perché introduce il credente in una nuova dimensione dell’essere.

“Il sacramento è sempre anche parola, è sempre anche educazione, è sempre anche introduzione alla vita nuova.” (La teologia della liturgia, 2001)

Il Battesimo è l’inizio della vita nuova, l’Eucaristia è il nutrimento dell’anima, la Confessione è scuola di verità e misericordia. Ogni sacramento forma il cuore secondo Cristo.

La grazia: principio attivo della Paideia

La grazia non è un concetto astratto, ma una forza formativa. È Dio stesso che agisce nell’uomo, lo trasforma, lo educa.

“La grazia non distrugge l’uomo, ma lo realizza. È la forma più alta della pedagogia divina.” (Introduzione al cristianesimo, 1968)

La vita nella grazia è un cammino di umanizzazione: l’uomo, conformandosi a Cristo, diventa pienamente se stesso. La Paideia cristiana è dunque una divinizzazione che realizza l’umanità.

L’Areopago e la sfida del pensiero contemporaneo

Nel discorso di Paolo all’Areopago (At 17), l’apostolo si confronta con la cultura filosofica greca. Ratzinger vede in questo episodio una chiave per comprendere il compito della Chiesa oggi: entrare nella cultura con la forza del Logos.

“La fede non è nemica della ragione, ma sua alleata. Il cristianesimo è la religione del Logos, della Parola che è ragione e amore insieme.”

In un contesto segnato dal relativismo, l’educazione cristiana deve tornare ad essere areopagitica: capace di dialogare, ma anche di annunciare.

Il discorso di Ratisbona: fede e ragione come alleate

Nel celebre discorso all’Università di Ratisbona (2006), Benedetto XVI riaffermò la necessità del dialogo tra fede e ragione. La filosofia greca, con la sua ricerca del Logos, non è nemica della rivelazione biblica, ma sua alleata.

“Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio.”

Questa affermazione è il cuore della visione educativa di Ratzinger: la fede cristiana è fede nel Logos, e dunque profondamente razionale.

La pedagogia del desiderio: antidoto al pensiero dominante

In una delle sue udienze generali, Benedetto XVI ha parlato della pedagogia del desiderio come chiave per contrastare il pensiero dominante, spesso segnato da nichilismo e apatia.

“Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo. Educare significa risvegliare questo desiderio, orientarlo verso la verità.”

Questa pedagogia non anestetizza, ma accende. È un’educazione che accompagna il giovane a scoprire che il desiderio più profondo è quello di Dio, e che solo in Lui trova compimento.

La diagnosi: l’emergenza educativa

Nella Lettera alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione (2008), Benedetto XVI parla esplicitamente di una “grande emergenza educativa”.

“Si ha l’impressione che gli adulti abbiano rinunciato al compito educativo, e che i giovani siano lasciati soli di fronte a scelte decisive.”

La radice di questa crisi è una cultura che ha smarrito il senso della verità, della bontà e della bellezza della vita.

La cura: alleanza educativa e testimonianza

La risposta proposta da Ratzinger è duplice. Da un lato, occorre ricostruire un’alleanza educativa tra famiglia, scuola, Chiesa e società. Dall’altro, è necessaria la testimonianza:

“Il vero educatore è colui che sa unire la fermezza con la dolcezza, la coerenza con la pazienza, la verità con l’amore.”

Solo così il giovane potrà riconoscere nella proposta educativa non un’imposizione, ma un invito alla libertà vera.

Conclusione: educare alla libertà della verità

Educare, per Ratzinger, significa introdurre alla libertà della verità. Non si tratta di formare individui funzionali, ma persone capaci di pensiero, di discernimento, di fede. La Bibbia, il sicomoro di Amos, l’Areopago di Paolo, il Logos di Ratisbona, la liturgia, i sacramenti e la grazia sono tappe di un’unica pedagogia: quella di Dio, che incide il cuore per renderlo capace di amare.

“Solo chi è educato alla verità può essere veramente libero. E solo chi è libero può amare.”

 


La voce nel deserto: Giovanni e il richiamo all’autenticità di Giuseppe Lubrino


La Chiesa celebra il martirio di San Giovanni Battista, figura eminente del Nuovo Testamento, spesso definito come l’anello di congiunzione tra l’Antica e la Nuova Alleanza. Il Battista è un “uomo di Dio”, un profeta ardente, infiammato dall’amore divino.
A lui è affidato un compito arduo e delicato: preparare il popolo di Israele ad accogliere e riconoscere il Messia. La sua missione è una sfida educativa: denunciare il male in tutte le sue forme e indicare il vero bene. Giovanni prende sul serio la propria vocazione e svolge la sua opera missionaria ed educativa adottando lo stile delle invettive, tipico dei profeti dell’Antico Testamento.
Non teme di perdere la vita pur di annunciare la verità sul Matrimonio, inteso biblicamente come monogamico e indissolubile. Denuncia l’infedeltà di Erode, il quale intrattiene una relazione extraconiugale con la moglie del fratello, nonostante Filippo fosse ancora in vita. Di fronte a questa infedeltà palese e nota a tutti, Giovanni prende posizione e dice al re le cose come stanno. Questo atto di coraggio gli costerà la vita, ma egli sa che la sua esistenza non termina con la morte terrena.
Il Battista pone la verità e la giustizia al di sopra della vita stessa. Promuove la fedeltà e indica nella Parola di Dio la strada maestra per raggiungere la felicità autentica. Il suo sacrificio è un monito e una testimonianza anche per il tempo presente: quale valore diamo oggi alla fedeltà? Chi è disposto a difendere la verità e la giustizia a ogni costo?
Giovanni aveva compreso che l’esistenza terrena è nulla rispetto all’eternità. Grazie alla preghiera e alla Parola di Dio, aveva acquisito la consapevolezza che la vita umana sulla terra è una palestra, nella quale ci si allena per prepararsi alla vita vera in Dio. Giovanni il Battista, con la forza della sua testimonianza, richiama il mondo all’essenziale e invita a liberarsi del superfluo. Ci interroga: Cosa conta davvero nella vita?
Una frase dell’attore Sylvester Stallone sembra cogliere il senso profondo di questo richiamo: “Vivere per niente o morire per qualcosa?”
Il Vangelo è amore, ma anche segno di opposizione al male. Non con la violenza, ma attraverso il dialogo pacifico e la verità che trasforma. Per contrastare il male, occorre destrutturarlo: smascherarne le logiche, scioglierne le radici. E questo è possibile solo lasciandosi prima plasmare e formare da Dio. Solo così potremo, a nostra volta, essere strumenti di formazione e trasformazione per gli altri. In un mondo che spesso confonde il bene con l’utile, la figura del Battista ci richiama con forza alla verità, alla giustizia e alla sobrietà come scelte radicali e necessarie. La sua lotta contro il male e il suo invito alla conversione non sono gesti isolati, ma un appello eterno alla coscienza di ciascuno. È un esempio che ci sprona a vivere con coerenza, anche quando costa. Come disse Dietrich Bonhoeffer: “La verità è la forza che rompe ogni incantesimo.”

lunedì 21 luglio 2025

Recensione: G. Lubrino – G. Restivo, “Alla scoperta delle virtù cristiane dalle radici greco-romane a Benedetto XVI”, Independently published, 11 luglio 2025, pp. 81 - € 11,44. di Emanuele Sinese (teologo)


Il presente manoscritto redatto dal professore Giuseppe Lubrino è la volontà di risvegliare il sé, ossia la coscienza alla trascendenza. In un contesto culturale, ove la virtù assume una dimensione sempre più relativista, il professore Lubrino richiama mediante l'ausilio dei filosofi greci antichi, dei Padri della Chiesa quali Agostino e Ambrogio e in fine del più illustre pensatore della Chiesa contemporanea papa Benedetto XVI a riporre l'attenzione sul Sommo Bene che è Crsito. Solo in Cristo l'uomo può avere una condizione esistenziale sensata e allo stesso modo può comprendere l'essenza della sua vocazione. Testo di agevole lettura e quindi consigliato.

 

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mercoledì 16 luglio 2025

Un po’ di me…

 




Giuseppe Lubrino (1990) è un docente e saggista italiano attivo nell’ambito delle Scienze Religiose, con particolare attenzione alla teologia, alla pedagogia cristiana e alla formazione culturale delle nuove generazioni. Nel 2017 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico presso l’ISSR “G. Duns Scoto” di Nola-Acerra, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. La sua dissertazione, intitolata L’educazione nel pensiero di Joseph Ratzinger: una pedagogia del cuore, ha approfondito la visione educativa del teologo bavarese, mettendone in luce il valore formativo della fede, l’antropologia cristiana e la centralità del cuore come luogo di incontro tra libertà, verità e ragione.

Lubrino insegna Religione Cattolica presso la scuola secondaria di secondo grado “ITI G. Marconi” a Torre Annunziata (NA). La sua attività didattica è accompagnata da una costante riflessione teologico-pedagogica, con particolare predilezione per la Teologia Biblica e l’opera di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, di cui approfondisce i temi legati alla paideia cristiana, alla trasmissione della fede, alla liturgia e al rapporto tra fede e cultura.

Dal 2023 partecipa attivamente al dibattito culturale e teologico attraverso la pubblicazione di articoli in diverse riviste e portali. Collabora con la rivista Il Pensiero Storico. Rivista Internazionale di Storia delle Idee, diretta dal prof. Danilo Breschi, per la quale ha scritto saggi di approfondimento teologico e culturale. Scrive regolarmente anche per il portale Informazione Cattolica, curato dal giornalista e docente Matteo Orlando, oltre che per la rivista Christianitas, focalizzata sulla storia della cultura cristiana, diretta da Angelo Gambella. Contribuisce inoltre al giornale della Diocesi di Nola, InDialogo, curato dalla dottoressa Mariangela Parisi, e al blog culturale Scenari Futuri, fondato e diretto dal teologo e filosofo Pasquale Giustiniani.

Il suo impegno si estende anche al mondo dell’editoria cattolica digitale: collabora con Punto Famiglia, rivista online diretta da Giovanna Abbagnara e legata alla realtà di “Radio Maria”, oltre che con Rivista Bohémien Nuove Edizioni, periodico dedicato all’arte, alla cultura e all’attualità, diretto da Cristina Torrisi. È inoltre autore di contributi per il noto portale di informazione cristiana Korazym.org, curato da Simone Baroncia, per il blog Club Theologicum, diretto dal domenicano Gabriele Scardocci OP, e per Briciole di Filosofia, curato dal filosofo Giovanni Covino.

Come autore, Lubrino ha pubblicato nel 2023 il suo primo libro, Introduzione al pensiero di Joseph Ratzinger: una paideia cristiana, edito da Edizioni Sant’Antonio (OmniScriptum) a Londra. Nel 2025 sono seguiti In cammino per la Quaresima con Benedetto XVI, edito da VDM Verlag, e Giovani, Fede e Identità: Un Percorso di Crescita con Benedetto XVI, pubblicato da Valle del Tempo Edizioni, testimonianza del suo impegno nella trasmissione dei valori cristiani alla luce del magistero di Papa Benedetto XVI.

Fa parte della “Schola Carlo Magno”, un ente di formazione cattolica fondato e diretto da Giancarlo Restivo, che promuove l’approfondimento del pensiero cristiano in ambito educativo e civile. Nel luglio del 2025 insieme a Giancarlo Restivo ha scritto e pubblicato il libro: “Alla Scoperta delle virtù cristiane: dalle radici greco-romane a Benedetto XVI”. Independently published, 11 luglio 2025, pp. 81.


martedì 15 luglio 2025

Recensione: M. Orlando, Docenti informati: Le leggi della Scuola e la psico-pedagogia raccontate dettagliatamente. Testo utile per tutti i Concorsi (Ordinari e straordinari)

 


"Docenti Informati" è un libro che ha rappresentato per me, da insegnante con diversi anni di esperienza alle spalle, un’autentica rivelazione. 

È raro trovare un testo che riesca a tenere insieme, con tale equilibrio e profondità, la componente normativa e quella pedagogica, la riflessione teorica e l’applicazione pratica, la storia dell’istruzione italiana e le più recenti innovazioni didattiche.

 Appena ho iniziato la lettura, ho avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte a un’opera pensata non solo per preparare ai concorsi — peraltro con una precisione, una accuratezza e un livello di dettaglio straordinari — ma per accompagnare davvero il docente in un percorso di crescita professionale continua, consapevole, fondata su basi solide e documentate.

 Matteo Orlando, curatore del volume, dimostra una padronanza rara della materia e una passione evidente per il mondo della scuola, che traspare in ogni pagina. La scelta di uno stile chiaro ma mai semplificato, rigoroso ma accessibile, fa sì che il lettore non si senta mai escluso, nemmeno nei passaggi più tecnici, e anzi sia accompagnato passo dopo passo alla scoperta — o riscoperta — delle grandi questioni che attraversano l’educazione nel nostro Paese. È un libro che non si limita a fornire risposte, ma stimola domande intelligenti, pone problemi reali, chiama il lettore a una responsabilità educativa più matura, più consapevole.

Leggendo questo volume ho sentito di non essere solo in questo cammino difficile ma nobile che è l’insegnamento. Ho percepito che c’è un pensiero dietro, un progetto, una visione della scuola che non si riduce a burocrazia o nozionismo, ma che recupera il senso profondo dell’educare: formare persone libere, critiche, capaci di comprendere il mondo e, se possibile, anche di cambiarlo. Le pagine dedicate agli ordinamenti scolastici, alla legislazione vigente, alle varie tipologie di istituti e indirizzi, sono un concentrato di chiarezza e sistematicità. Mai prima d’ora avevo letto una sintesi così completa e nello stesso tempo agile delle normative fondamentali, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, passando per i percorsi dell’istruzione professionale, tecnica, liceale e integrata. Il libro non tralascia nulla: il diritto allo studio, la parità scolastica, l’inclusione degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali, i percorsi individualizzati, le nuove linee guida ministeriali, i cambiamenti introdotti dalle ultime riforme legislative. Il tutto è sempre accompagnato da riflessioni lucide, da uno sguardo ampio, che fa dialogare le norme con i valori, le disposizioni con i fini educativi, le circolari ministeriali con i bisogni veri della scuola reale.

Ma a colpirmi ancora di più è stata la parte dedicata alla psico-pedagogia e alla didattica. Qui, l’autore dimostra una conoscenza profonda delle teorie dell’apprendimento, della psicologia dello sviluppo, delle metodologie didattiche attive, della pedagogia inclusiva e personalizzata. E riesce a trasmettere tutto questo in modo pratico, utile, senza mai scadere nel tecnicismo o nella banalizzazione. Ogni teoria è contestualizzata, ogni metodo è spiegato con esempi, ogni approccio è messo in relazione con la realtà scolastica di oggi. Mi sono sentito riconosciuto in molte delle problematiche affrontate: la gestione della classe, la motivazione degli studenti, la progettazione per competenze, la valutazione formativa, l’uso delle tecnologie in aula, la relazione con le famiglie e con i colleghi. Ma ho trovato anche stimoli nuovi, prospettive che non avevo mai considerato, domande che mi hanno aiutato a rimettere a fuoco il mio modo di insegnare, a rimettere al centro non solo i contenuti, ma le persone.

E poi, non posso non citare il tono umano, quasi narrativo, con cui Orlando ha saputo trattare persino gli argomenti più complessi. 

Non è facile, ad esempio, rendere comprensibile e interessante la distinzione tra i vari tipi di decreto, le funzioni degli organismi scolastici, o le tappe dell’evoluzione legislativa dell’istruzione. Eppure, in questo libro, tutto scorre con naturalezza. Si percepisce la volontà non solo di spiegare, ma di condividere un sapere che ha una ricaduta concreta sul nostro lavoro quotidiano.

Ho ammirato la cura con cui ogni dettaglio è stato riportato, la coerenza stilistica, l’attenzione filologica, l’onestà intellettuale con cui si riconoscono le complessità e si propongono soluzioni. Non c’è ideologia, ma c’è un ideale di scuola che viene fuori con forza e dignità: una scuola che include, che valorizza, che educa alla cittadinanza, alla responsabilità, al pensiero critico.

È un libro che consiglio con convinzione a tutti i miei colleghi, non solo a chi deve affrontare un concorso (per cui è comunque uno strumento pressoché imprescindibile), ma anche a chi insegna da anni e sente il bisogno di un aggiornamento serio, a chi vuole comprendere le riforme in atto, a chi desidera approfondire il quadro normativo, a chi semplicemente ama la scuola e vuole viverla meglio. Credo che ogni docente, leggendo queste pagine, possa sentirsi più forte, più preparato, più motivato. Per me è stato così. “Docenti Informati” non è solo un libro da studiare, ma anche un libro da portare con sé, da tenere sul tavolo di lavoro, da consultare spesso, da rileggere nei momenti in cui si ha bisogno di orientarsi, di ritrovare il senso di ciò che facciamo. È, in poche parole, uno dei testi più completi, onesti, utili e ispiranti che abbia mai letto nella mia carriera di insegnante. Un grande contributo alla scuola italiana.

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domenica 13 luglio 2025

Alla Scoperta delle virtù cristiane di Giuseppe Lubrino e Giancarlo Restivo


 “Alla scoperta delle virtù cristiane” è un viaggio appassionato e rigoroso nel cuore dell’umano: un itinerario che parte dalla sapienza greco-romana, attraversa la riflessione dei Padri della Chiesa e giunge fino al magistero profetico di Benedetto XVI.


In un tempo segnato da smarrimento, relativismo e perdita di senso, le virtù cristiane tornano a mostrarsi come via concreta di libertà, maturità e bellezza. Le virtù non sono un esercizio astratto né un ricordo del passato, ma strumenti vivi per educare la coscienza, orientare i desideri, rafforzare la volontà e abitare il mondo con verità e amore.


Frutto della collaborazione tra il Prof. Giuseppe Lubrino, docente di Religione, e il Prof. Giancarlo Restivo, direttore della Schola Carlo Magno, il volume intreccia riflessione accademica e passione educativa, offrendo un testo accessibile, profondo e ricco di riferimenti biblici, patristici e magisteriali.


Un’opera pensata per educatori, genitori, catechisti, insegnanti e per ogni uomo e donna in ricerca. Perché oggi più che mai c’è bisogno di anime virtuose per costruire un mondo più giusto, libero e umano.


«Le virtù sono la grammatica del cuore cristiano: custodiscono la libertà, aprono alla grazia, costruiscono la santità»

(Giuseppe Lubrino - Giancarlo Restivo).


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La pedagogia di Dio nella Bibbia: un orizzonte di senso per l’educazione contemporanea di Giuseppe Lubrino

  Nel cuore dell’attuale crisi educativa, dove i giovani sembrano smarriti tra frammenti di sapere e modelli esistenziali evanescenti, il li...

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