martedì 22 aprile 2025

Recensione: A. Virgili, Lineamenti di Teologia Cattolica, Phronesis; 3° edizione (12 ottobre 2022), pp. 117, € 12 di Giuseppe Lubrino




Il testo del noto storico delle religioni Adriano Virgili offre uno strumento e un sussidio prezioso per chiunque desideri avvicinarsi con consapevolezza al sapere teologico. In questo volumetto, il professor Virgili si propone di "introdurre" i lettori alla scienza teologica. Attraverso un linguaggio accessibile ma al contempo tecnico e rigoroso, Virgili spiega che la Teologia si suddivide in due branche principali: la teologia naturale (razionale), che indaga il mistero di Dio attraverso l'uso esclusivo della ragione, e quindi è strettamente legata alla filosofia; e la teologia soprannaturale, che esplora il "discorso su Dio" partendo dalla prospettiva della fede. Quest'ultima, pur muovendo dalla fede, analizza e approfondisce i dati rivelati, ovvero la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa, impiegando un metodo scientifico e l'uso della ragione. Nel suo testo, Adriano Virgili propone un'introduzione generale alla teologia dogmatica, che esplora le verità della fede, e nella seconda parte, approfondisce la teologia morale, che indaga i fondamenti della morale cattolica. Particolarmente suggestiva - ad esempio- è la sua esposizione in merito alle virtù: esse, infatti, guidano, disciplinano e regolano le azioni umane alla luce della fede e della ragione. Si legga quanto afferma Virgili: 


La virtù è una disposizione buona che rende l’uomo capace di compiere il bene facilmente ed in maniera gratificante, Le virtù sono,quindi, antietetiche rispetto ai vizi. (Cf. A. Virgili, Lineamenti di Teologia Cattolica, Phronesis; 3° edizione (12 ottobre 2022), p. 79). 


In questa citazione, si evince l'influenza tomistica che permea il metodo espositivo di Virgili. Si può inoltre osservare come, nell'attuale contesto socio-culturale, sia prezioso per credenti e non credenti avere a disposizione un testo sintetico ma "formativo" sulle questioni fondamentali della fede. Riscoprire la ricchezza e il valore pedagogico ed educativo delle virtù cristiane è essenziale per vivere la realtà culturale contemporanea da cristiani maturi e consapevoli. Immergersi nella lettura di queste pagine consente ai lettori di ricevere un background culturale di spessore per potersi addentare in maniera autentica all’interno della bellezza e della profondità della Teologia scienza inesauribile di conoscenza ed approfondimento del mistero di Dio e di riflesso del mistero dell’uomo. 


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lunedì 21 aprile 2025

Papa Francesco e il suo sogno d’amore di Giuseppe Lubrino




Il Signore oggi ha abbracciato Papa Francesco. Il Papa che ha rivoluzionato la Chiesa a partire dal saluto inaugurale agli albori del suo pontificato fatto in piazza San Pietro il 13 marzo del 2013: “fratelli e sorelle buonasera”.  Con queste semplici parole seppe sin da subito penetrare i cuori dei fedeli e guadagnarsi la stima, la fiducia e il rispetto di tutti credenti e non credenti. Papa Francesco ha lasciato alla Chiesa e di riflesso alla società un'eredità spirituale di inestimabile valore. Attraverso il suo esempio, le sue azioni e le sue parole, spesso fraintese e interpretate in modo errato da alcuni media, ha contribuito a far riscoprire e a valorizzare la sinodalità della Chiesa Universale. Questa sinodalità, intesa come la capacità di "camminare insieme" all'umanità del terzo millennio, mira a riscoprire e a promuovere i valori della fraternità, della pace, della speranza e della misericordia divina. Papa Francesco ha effettivamente redatto quattro lettere encicliche che riflettono i capisaldi del suo insegnamento. Ecco un elenco delle encicliche:


  • Lumen Fidei (29 giugno 2013)

  • Laudato si’ (24 maggio 2018) 

  • Fratelli tutti (3 ottobre 2020) 

  • Dilexit Nos (24 ottobre 2024). 


Nel suo pensiero si può “rintracciare” l’idea e l’esempio di una fede dinamica, aperta, incarnata e concreta. Papa Francesco è stato un uomo d'azione, per il quale la fede in Gesù Cristo è indissolubilmente legata alla responsabilità verso i bisogni, le speranze e le sofferenze degli altri. Egli ha sottolineato la semplicità e la radicalità del Vangelo: convertirsi e credere in Gesù significa tendere la mano e avvicinarsi agli altri, seguendo l'esempio di San Francesco d'Assisi, con la consapevolezza di far parte di un'unica famiglia umana, senza barriere sociali, etniche o religiose.

Un'attenzione particolare è stata dedicata alla questione ecologica, affermando che la crisi economica attuale affonda le sue radici in una crisi antropologica. Di conseguenza, è necessario occuparsi della salute del pianeta e impegnarsi per trovare "strategie e soluzioni" per salvaguardare il creato, al fine di consegnare alle generazioni future un mondo più pulito e sostenibile.

Il tema della pace è centrale nel suo pontificato. Ha ribadito più volte, anche al congresso degli Stati Uniti, la necessità di un "disarmo tra i popoli" per cooperare alla costruzione di un mondo più giusto e solidale.

In modo instancabile, Papa Francesco ha posto la questione dei "migranti" al centro del dibattito pubblico, promuovendo politiche di inclusione e accoglienza dello straniero, visto come un fratello da amare piuttosto che un nemico da respingere. Francesco ha portato avanti tutto questo con ostinazione e determinazione evangelica, dipingendo un volto della Chiesa come “ospedale da campo”, impegnata a concretizzare il Vangelo di Gesù Cristo nel cuore delle periferie dell’esistenza, nella ferma e biblica convinzione che il Dio della Rivelazione giudeo-cristiana è un Dio di Misericordia! Nella visione di Papa Francesco, Gesù è il Dio della salvezza che si china per primo sull'uomo sofferente per "risollevarlo" e mostrargli, attraverso il suo insegnamento, la via della verità dell'essere e della vita. Francesco, prima di essere un Papa, è stato un uomo concreto e realista, dotato del coraggio e della determinazione di sognare un mondo diverso: più giusto, più fraterno, più tenero. Si è impegnato quotidianamente affinché questo sogno potesse realizzarsi, nonostante - come ha affermato più volte - l'epoca attuale sia caratterizzata dalla complessità della realtà.


giovedì 17 aprile 2025

“Gesù o Barabba?” (Cf.Lc 23,13-25) di Giuseppe Lubrino



Il racconto del processo a Gesù, come narrato nei Vangeli, ha da sempre suscitato profonde riflessioni. In particolare, Il Vangelo secondo Luca presenta una prospettiva che, in una certa misura, sembra attenuare la responsabilità dei Romani nella condanna a morte di Gesù. Questa particolare sfumatura può essere spiegata dal contesto storico in cui il Vangelo fu scritto, tra il 75 e l'85 d.C. In quel periodo, il Cristianesimo stava attirando un numero crescente di convertiti, tra cui molti pagani e, soprattutto, Romani. Ciò che suscita stupore è l’atteggiamento della folla: essa chiede la liberazione di un assassino e rivoluzionario, Barabba, in cambio della condanna a morte di Gesù, ritenuto innocente dal procuratore romano. Come si configura oggi tale episodio? Barabba era un esponente di spicco del movimento politico degli Zeloti, che combattevano con la forza l'occupazione romana, sostenendo una politica di resistenza. Era detenuto con l'accusa di sommossa e omicidio. Una possibile chiave di lettura "esistenziale e attualizzante" potrebbe essere la seguente:

Barabba incarna le “inclinazioni del cuore dell’essere umano”? Senza Fede, Speranza e amore che cosa è l’uomo? L’ordine della creazione da quando fu “deturpato” si è assistito a una continua escalation del male secondo la prospettiva biblica. Il fratricidio di Abele per mano di Caino ne costituisce un esempio emblematico (cf. Gn 4,17-24). Ancora una volta il “mondo” preferisce Caino ad Abele? Annota il Vangelo - che la folla gridava: Barabba - quasi a dire che, il più delle volte, il male acquisisce più risonanza del bene! Ciò, lo si può rilevare tutti i giorni: una cattiva azione o una falsa notizia si diffonde più rapidamente di una “buona” azione o di una “vera” notizia. Ogni giorno si è posti dalla giuria della vita a scegliere chi liberare dentro sé: Gesù o Barabba? Far prevalere l’amore, il perdono, la pace o gli istinti più primordiali e feroci che albergano in ciascuno? 

L'episodio di Gesù e Barabba invita a una profonda riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva, costituendo un invito all'introspezione. La scelta tra il bene e il male è una sfida costante, che richiede impegno, discernimento e la volontà di far prevalere i valori di amore, giustizia e solidarietà sull'odio, l'indifferenza, la violenza e l'illegalità. La vicenda evangelica della "folla che grida Barabba" richiama anche il fenomeno della manipolazione di massa, un tema affrontato anche dal filosofo Noam Chomsky. Nella storia, tale fenomeno è stato propagato, ad esempio, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i governi cercavano di influenzare l'opinione pubblica per giustificare le loro azioni militari e mantenere alta la morale. Un caso più recente ed eclatante è stato quello di Cambridge Analytica. Questi ed altri esempi dimostrano come i racconti dei Vangeli preservino nel tempo il loro valore eterno e la loro attualità. Immergersi nella lettura della Bibbia offre l'opportunità di confrontarsi con pagine che suscitano riflessione e propongono una chiave di lettura educativa della realtà.


martedì 15 aprile 2025

Le dinamiche del tradimento e il valore della fedeltà di Giuseppe Lubrino




Il tradimento, considerato per antonomasia, è da sempre legato alla figura di Giuda Iscariota, uno dei dodici discepoli, poi divenuti Apostoli, scelti da Gesù. L'analisi delle dinamiche del tradimento e del valore della "fedeltà" è ancora oggi oggetto di riflessione. Gesù aveva predetto il tradimento di Giuda, eppure lo aveva scelto.

L'episodio è riportato da tutti e quattro gli evangelisti, sebbene con alcune differenze narrative (cf. Mt 26,14-25, Lc 22,1-6, Mc 14,43-46, Gv 13,21-32). Questo evento assume un ruolo centrale nella narrazione dei Vangeli, rivelandosi determinante per la passione e la gloriosa Resurrezione del Signore.

Giuda, per trenta denari, vende Gesù alle guardie del sinedrio. All'epoca, tale somma era considerata consistente. Nel Vangelo secondo Giovanni, si apprende che, prima della consegna effettiva di Gesù ai soldati del tempio, Giuda non solo aveva venduto il Signore, ma aveva anche sottratto denaro dalla cassa del tesoro (cf. Gv 12,4-6).

Giuda appare quindi come un uomo tormentato, con una certa bramosia di ricchezza, desideroso che Gesù si manifestasse nella "Gloria" per acquisire una posizione di privilegio e prestigio agli occhi delle autorità religiose e politiche del tempo, nonché nei confronti degli altri apostoli. Era un uomo ambizioso e temerario, disposto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo: fama e ricchezza. Ed è questa bramosia che lo rende “schiavo di sé stesso” lo “imprigiona” e lo conduce fino a maturare l’idea di compiere il gesto estremo. Lui deliberatamente, “per partito preso”, non vuole “accogliere” integralmente gli insegnamenti del Maestro. Giuda è mosso da un’ideologia che potremmo definire “politica” e non è disposto al “cambiamento”, alla “conversione”. Questa “chiusura” è alla base della sua involuzione e del suo fallimento, che gli farà esperienza di una profonda delusione che lo porterà alla morte. Il valore della “fedeltà” oggi appare minato da tutte le parti ed è “compromesso” in tutti gli ambiti relazionali. Sembra quasi che essere “fedeli” sia fuori moda. Gesù in contrapposizione a tale tendenza, insegna che la “fedeltà” è possibile ed è fonte di gioia e di realizzazione piena. 


domenica 6 aprile 2025

“Gesù e la donna adultera: un incontro di misericordia (cfr.Gv 8,1-11)” di Giuseppe Lubrino




Il brano evangelico proposto dalla liturgia odierna, che narra l'episodio della "Donna adultera" (Gv 8,1-11), mette in scena la misericordia di Dio che tocca, sana e trasforma la fragilità umana. Questo brano, definito dagli studiosi, come Alberto Casalegno, come una "meteora lucana" inserita all'interno della tradizione giovannea, è ritenuto un'aggiunta posteriore al quarto Vangelo. 

Gli scribi e i farisei, custodi della religione al tempo di Gesù, conducono al cospetto del Signore questa donna sorpresa in flagranza di adulterio, cercando di indurlo a giustificare la sua lapidazione sulla base di una rigida interpretazione della Torah. 

Gesù, Maestro divino, ribalta in modo sorprendente la situazione, affermando in modo lapidario: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra (cf. Gv 8,8-9)”. 


L'affermazione in questione si è consolidata nel tempo come un vero e proprio proverbio, incarnando una verità ineludibile: la fragilità umana, intesa come peccato, costituisce la condizione stessa dell'essere umano. Nessuno è esente da questa realtà.

Tuttavia, l'insegnamento di Gesù, illuminando le profondità del cuore umano, pone in luce le dinamiche del perdono divino. Esso si fonda sul riconoscimento della colpa, sul sincero pentimento e sull'impegno a non ripetere più lo stesso errore.

Si legga quanto segue: 


Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più»”. (Gv 8,10-11). 


La Divina Misericordia si estende a tutti coloro che si pentono e si umiliano, riconoscendo la propria fragilità e la propria inadeguatezza. Il Signore, nella Sua infinita bontà, offre il perdono a chi si rivolge a Lui con cuore sincero. Tuttavia, Egli invita coloro che hanno sperimentato la Sua grazia a impegnarsi con responsabilità e determinazione a non allontanarsi più dai suoi insegnamenti. 

In questo tempo di Quaresima, e durante il Giubileo della Misericordia, è un'occasione speciale per immergersi nella Parola di Dio, lasciandosi "educare" dalla Sua sapienza. È un'opportunità per affrontare con resilienza la battaglia spirituale contro l'egoismo e l'indifferenza che risiedono nel cuore di ogni uomo. 


giovedì 3 aprile 2025

Gesù ci “provoca”: ha una domanda per ogni nostra risposta

 Gesù ci “provoca”: ha una domanda per ogni nostra risposta


Proponiamo, di seguito, la recensione del libro “Le domande di Gesù” (di L. Monti, San Paolo Edizioni).Questo testo prende il lettore per mano e lo accompagna tra le strade del Vangelo con l’intento di farlo scoprire un volto di Gesù inedito e sorprendente. 


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