Saudino muove da un assunto, per lui evidente ma che non si impone come universalmente condiviso: la società postmoderna, dopo aver interiorizzato "la morte di Dio" e trovandosi intrappolata nel nichilismo, sembra incapace di riprendersi. Questa condizione ha generato diverse forme di paure e fragilità. Saudino sostiene che sia necessario trovare il coraggio di "affrontarle" e "guardarle in faccia" per individuare, a partire da esse, possibili percorsi per ritrovare la gioia di vivere. A partire da queste acquisizioni, Saudino, con chiarezza espositiva e con energica tensione, prende in considerazione le varie forme di fragilità odierne e cerca di individuare e indicare, nel pensiero dei due grandi filosofi, delle possibili soluzioni. Il primo ostacolo da superare, secondo il filosofo, risiede nella "solitudine", evidenziando uno dei paradossi più tragici dell'epoca contemporanea: in una società iperconnessa, dove l'avvento dei social avrebbe dovuto ridurre le distanze tra le persone, si osserva con evidenza un crescente senso di solitudine e un'accentuata tendenza all'individualismo. Si è persa la capacità di coltivare, sviluppare e costruire relazioni interpersonali solide. Ciò - si pone in evidenza nel testo - è generato dalla ‘società liquida’ così come teorizzata dal celebre sociologo Bauman e dal ‘desiderio magnetico’ del consumo.
A questa "sfida", Saudino contrappone il valore dell'amicizia, analizzandone le implicazioni nel pensiero dello Stagirita e di Platone. Particolarmente suggestiva è la proposta di Saudino relativa alla celebre opera "Etica Nicomachea", che il filosofo antico dedica al figlio. In quest'opera, Aristotele esplora le virtù, asserendo che senza di esse l'essere umano non solo non può vivere pienamente, ma non potrà mai raggiungere la felicità. Per Aristotele, la 'corona' delle virtù è la phronesis, ovvero la capacità di vivere secondo ragione, di compiere scelte finalizzate al bene. Dopo aver trattato di ciò, Aristotele si concentra sull'amicizia. Il professore Saudino cita un brano dell’opera e argomenta che il valore dell’amicizia secondo l’acuta visione dello Stagirita si esprime attraverso tre finalità fondamentali: l’utile, il piacere e il bene. Quest’ultima finalità risulta essere terapeutica, liberante, appagante e pone fine al senso di solitudine che opprime e svilisce. Il primo tipo di amicizia è basata sul supporto reciproco e sul vantaggio che se ne può trarre, il secondo tipo,invece, sulla piacevolezza come può essere quella di condividere una passione in comune; il terzo tipo di amicizia è fondata sul bene, l’amico è apprezzato per il valore in sé e non per il vantaggio o il piacere che si può ricavare. Saudino poi passa a narrare alcune esperienze concrete in cui il valore dell’amicizia può di fatto essere coltivato e posto in essere e pone in luce che anche la scuola risente di una certa solitudine: voti, competizione e prestazione. Occorre,invece, promuovere spazi di gioia e emancipazione umana. Detto questo, si passa alla seconda forma di fragilità odierna ovvero la mancanza di dialogo e confronto. Saudino pone come segue la questione:
La tecnologia che accorcia le distanze e facilita le comunicazioni le rende al contempo anonime, spesso vuote e omologate. Ciò comporta mancanza di dialogo, confronto e soprattutto deresponsabilizzazione. Abbiamo tanti mezzi, ma la domanda è: per comunicare che cosa? Cf. M. Saudino, “Anime fragili: un viaggio con Platone e Aristotele tra le vulnerabilità del nostro tempo”,Einaudi (22 aprile 2025), p.47).
Sulla base sempre del pensiero di Bauman ritiene che l’iperconnessione odierna dovuta ai potenti mezzi di comunicazione ne ha in maniera paradossale svuotato il senso. Saudino con particolare riguardo propone un’attuslizzazione del mito platonico di “Theuth” ambientato nell’antico Egitto, il quale denota la perenne esigenza di porre sempre in armonia le due modalità di espressione umana la scrittura e L’oralità. La scrittura è uno strumento per preservare la memoria, l’oralità,invece, indica la capacità di dialogo d confronto che favorisce e sollecita la crescita della persona umana. Si legga quanto segue:
Il dialogo orale per Platone è infatti un intreccio di anime. E noi oggi, immersi nella fragilità delle distanze, abbiamo terribilmente bisogno di intrecciare le nostre anime, di prenderci il tempo per dialogare e confrontarci, guardandoci negli occhi, sentendo il suono delle nostre voci e l’odore dei nostri corpi. Abbiamo bisogno di smarrirci nel rumore della discussione per ritrovarci come soggetti capaci di crescere sotto l’aspetto sia razionale sia emozionale. Vivere significa relazionarsi, e vivere bene nella società (scuola, lavoro, tempo libero) significa sapersi relazionare innanzitutto con sé stessi, poi con gli altri. (Cf. M. Saudino, op. cit, p.50).
Superare la fragilità della solitudine e la mancanza di dialogo implica per l'uomo contemporaneo lo sforzo di riappropriarsi di un'identità più definita e delle proprie capacità comunicative, al fine di rinforzare la propria dimensione affettiva ed emotiva. Saudino individua, inoltre, nella crisi politica, nella perdita di valori, nell'inquietudine tecnologica e nella rimozione della morte, altre forme di fragilità che affliggono l'esistenza umana odierna. Per affrontare queste sfide, Saudino suggerisce di trarre insegnamento dai grandi pensatori occidentali, considerandoli come possibili guide per curare le patologie esistenziali del nostro tempo. Infine, Saudino ritiene che bisogna recuperare l’ Aion del tempo ovvero la sua dimensione eterna e qualitativa e deporre,invece, Crono che si riferisce alla dimensione croce quantitativa. Ciò al fine di rendere l’esistenza umana un’avventura e un’esperienza degna di essere vissuta. Si legga quanto segue:
Agostino di Ippona; secondo il padre della filosofia cristiana, il tempo è distensio animi, ossia una distensione, un allungamento dell’anima. L’anima si protende infatti nel passato, che è in noi per mezzo della memoria (ossia il ricordo di eventi), nel presente vero e proprio, sotto la forma dell’attenzione per ciò che accade sul momento, e nel futuro, dove si manifesta come attesa per i fatti venturi. (M. Saudino, op. cit. p. 133).
Il filosofo saudino guida i lettori al cuore della cultura e del pensiero di Platone e Aristotele, offrendo una prospettiva solida come una scialuppa in un mare in tempesta. Immergersi in queste pagine significa navigare tra le onde del caos contemporaneo per approdare in un porto sicuro. Qui, i lettori avranno l'opportunità di comprendere meglio se stessi, gli altri e il mondo, acquisendo uno "sguardo" nuovo e nitido sulla realtà.